di Andrea Failli, Federsanità Anci Toscana
La capacità di garantire un accesso equo e sostenibile alla casa rappresenta oggi una delle principali sfide dei sistemi di welfare, europei e nazionali. Prezzi in crescita, affitti sempre meno sostenibili, carenza di alloggi e disuguaglianze territoriali che richiedono risposte meno settoriali e maggiormente capaci di mettere in relazione competenze, risorse e livelli di governo differenti. L’inaccessibilità abitativa ha ormai raggiunto fasce sempre più ampie di popolazione, dai giovani ai lavoratori essenziali, fino al ceto medio, mettendo sotto pressione tanto i sistemi di welfare locali quanto la tenuta sociale complessiva dei territori.
In questo contesto, il confronto tra i diversi livelli di governo — europeo, nazionale e locale — assume un’importanza decisiva. Il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato l’European Affordable Housing Plan, il primo Piano della storia dell’UE inerente alla questione abitativa. Quasi in parallelo l’Italia ha varato il proprio strumento nazionale di regolazione del tema casa, attraverso il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”, poi convertito nella legge 2 luglio 2026, n. 116. Due risposte che condividono la stessa diagnosi di crisi dell’abitare, ma che si differenziano sensibilmente per architettura istituzionale, priorità d’intervento e leve finanziarie adottate.
L’approfondimento “Dall’emergenza alla coesione. Le politiche per l’abitare tra European Affordable Housing Plan e “Piano Casa” italiano” affronta proprio questi temi, ricostruendo i quattro pilastri del piano europeo, l’architettura del Piano Casa italiano, i principali punti di scarto tra i due impianti, dal modello di governance al rapporto tra domanda e offerta abitativa, dalla regolazione del mercato alla trasparenza degli strumenti finanziari, fino al confronto puntuale tra le dieci proposte emendative avanzate dall’Anci durante l’iter parlamentare; analizzando quante di queste siano state effettivamente recepite nella legge di conversione. L’articolo si chiude con una riflessione sul ruolo inedito che la casa ha assunto all’interno delle politiche di coesione europea, alla luce della riprogrammazione di medio termine dei programmi 2021-2027.
Il testo nasce dall’esigenza di offrire agli amministratori locali, ai tecnici e agli operatori del settore uno strumento di lettura capace di orientarsi tra i livelli di intervento, cogliendone le possibili evoluzioni future, ma anche le tensioni ancora irrisolte, in un momento in cui il tema abitativo si conferma una delle sfide più urgenti per la coesione sociale e territoriale.
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